Frammenti di storia

Sono passati molti anni da quel 15 giugno 1930 quando il vescovo di Padova Mons. Elia Dalla Costa inviò un giovane sacerdote novello di nome don Giuseppe Fornasiero a fare il suo ingresso come parroco della comunità di Vigorovea. Era una piccola frazione la nostra con circa 750 abitanti; la maggior parte dedita al lavoro dei campi, all’allevamento del bestiame e all’artigianato locale. Gente semplice, umile, povera, ma laboriosa e con grandi ideali cristiani.
Dopo poco tempo Don Giuseppe manifestò ai suoi parrocchiani due suoi grandi desideri: Infondere tra i giovani il seme della vocazione sacerdotale e religiosa e la possibilità di creare una struttura che potesse essere utilizzata per l’attività spirituale e sociale della Parrocchia.

Il primo ideale fu centrato perfettamente nel tempo. Una ventina fra sacerdoti e religiosi e ben 72 suore, riempirono l’Albo d’Oro di questa comunità. Il Vescovo Bortignon in uno dei suoi incontri definì Vigorovea: «Uno dei giardini più preziosi della Diocesi di Padova».

Foto degli anni 30.

Gli abitanti di allora accettarono con entusiasmo anche il secondo desiderio del loro parroco: creare un luogo che potesse essere centro di ritrovo e formazione per tutti. Sotto la guida dell’impresa edile «Fratelli Bellan» di S. Angelo di Piove, si improvvisarono: muratori, carpentieri, falegnami ed idraulici. I meno preparati pronti a dare una mano con carriole e badili in cerca di sabbia e cemento e a disposizione per fare da passamano per lo scarico dei mattoni.
Finalmente dopo circa quattro anni di lavoro, attraversati da difficoltà sia organizzative che economiche l’asilo divenne una realtà. A dirigere questa struttura furono chiamate le suore Salesie di S. Francesco di Sales di Padova. Non posso non ricordare in questo momento il nome di alcune superiore che sono rimaste nel cuore di tanti di noi: Suor Elisea, Suor Giocondiana, Suor Felicetta, Suor Jole.
Ma voglio ritornare con la mente a quel giovane prete che ebbe la grande idea di creare oltre alla Scuola Materna anche un luogo di formazione e di svago per i ragazzi e le ragazze di quel tempo. Al piano superiore, oltre ad una cappellina con l’Eucaristia e l’alloggio per le suore, fu allestita una grande stanza adibita a scuola di cucito e sartoria, per dare a queste giovani donne una prospettiva di lavoro migliore per il futuro, togliendole dal lavoro dei campi. Così pure cercò di allontanare i ragazzi dalle strade erigendo nel sottoscala del fabbricato uno spazio dove i giovani potessero esercitarsi nella recitazione e nel canto. Numerose furono le rappresentazioni fatte dalla Compagnia Teatrale di Vigorovea davanti ai suoi abitanti.
Quante piccole storie di vera vita vissuta in quell’Asilo potrebbero raccontare meglio di me tanti anziani in questo momento. Quanti bei racconti ci hanno lasciato nel tempo i nostri genitori e nonni. Sono certo che ci vorrebbe un grande volume per raccoglierli tutti.
Prima di concludere questo mio semplice pensiero, sento la necessità di esprimere in occasione di questo Anniversario di Fondazione, un grande: “GRAZIE” a tutti quei parrocchiani che ci hanno lasciato e ora ci guardano e sorridono con noi dal cielo, per aver contribuito, in quegli anni a far diventare bella e santa questa nostra comunità di Vigorovea.

Foto degli anni 30.